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La vita, il percorso, la matematica

10 novembre 2014 - SCHEDARIO ARTICOLI

lauragipponi_cartelloFede, speranza, amore.

Sono questi i tre concetti che muovono la vita. La mia in particolare, ma in fondo credo un po’ quella di tutti.

Fede

Nei nostri principi, nel nostro io, nel percorso fatto fino a qui. Perché ognuno ha iniziato un percorso personale che non è chiaro dove porterà ma viene vissuto quotidianamente. Ed è un percorso doppiamente personale: innanzitutto perché solo chi lo vive può conoscerlo; poi perché ognuno lo affronta in modo diverso a seconda del proprio carattere, dei sentimenti che prova in quel momento, degli obiettivi che vuole raggiungere, delle esperienze precedenti che lo hanno plasmato.

E poi ci siamo noi come persone: dobbiamo avere fiducia in noi stessi, nelle nostre idee e nelle nostre capacità perché, nel bene e nel male, ci accompagneranno per tutta la vita.

Speranza

In chi? In che cosa? Ognuno di noi sa a chi e a che cosa a seconda delle proprie vicissitudini. Nella famiglia, negli amici che ti abbracciano nei momenti belli e nei momenti brutti, negli incontri fortuiti che ti ricordano che c’è ancora speranza. Speranza nei gesti che simboleggiamo affetto e attenzione verso un’altra persona e negli specchi che riflettono la nostra immagine. In questi dobbiamo guardarci con occhio positivamente critico, ad esempio ricordiamoci sempre delle persone che ripongono speranza in noi. Spesso ci accorgiamo quando gli altri deludono le nostre aspettative ma non di quando noi deludiamo quelle degli altri. Allora fermiamoci davanti ad uno specchio e riflettiamoci: chiediamoci se abbiamo infranto delle speranze senza essercene accorti e cerchiamo di porre rimedio per non sbagliare ancora.

Amore

E se non è l’amore a muovere il mondo allora cosa?

Recentemente mi hanno spiegato che il linguaggio non può spiegare l’amore. Ma i gesti possono: un abbraccio, un bacio, una carezza, uno sguardo di comprensione. Tutto questo è amore.

Ma anche una parola dura, uno schiaffo o addirittura un silenzio possono rappresentare amore: quando negarsi o fermare un comportamento deleterio hanno un fine positivo sono considerati amore. Quindi pensiamo all’amore come ad una bilancia o ad un’iperbole: non c’è un risultato giusto o sbagliato, ma per ottenere il massimo beneficio occorre mediare i termini. Difficile? Assolutamente: pensiamo da quanti anni l’umanità affronta il problema senza una soluzione unica universalmente accettata.

La mia vita è mossa da amore, speranza e fede – non sempre in quest’ordine – ma mi piace pensare che alla vita si possa applicare la proprietà commutativa: così cambiando l’ordine dei fattori nel corso del tempo il risultato non cambia. Ma anche cambiando persona il risultato non cambia: ognuno può, nel tempo, mescolare amore, speranza e fede come nel gioco delle tre carte ma il risultato non cambia: non sappiamo dove ci metterà la vita, sappiamo dove miriamo e mettiamo in equilibrio i fattori per raggiungere il nostro scopo.

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